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 | | Carlo Giardini |
Un mondo in costante evoluzione.
Anche per Kodak
È un momento importante per Kodak. Gli Oscar, recentemente conferiti al
Kodak Theatre di Hollywood, hanno dimostrato ancora una volta in maniera
inequivocabile che l’impegno all’eccellenza è un valore decisivo per i filmmakers.
Per l’ottantesimo anno consecutivo – ossia da quando sono nati gli Academy
Awards – tutti i film candidati all’Oscar nelle sezioni miglior film e migliore
fotografia sono stati realizzati con negativi Kodak. Si tratta di un momento
importante anche per la Divisione Cinema di Kodak Italia.
Abbiamo da poco presentato alla nostra affezionata clientela la più recente
ed innovativa tavolozza creativa per la ripresa cinematografica oggi disponibile
sul mercato audiovisivo: si tratta del negativo VISION3 500T, già disponibile
nei formati 35mm e S16mm, e a breve anche in S8mm e 65mm.
Che dire? Si tratta di una duplice novità: una nuova tecnologia rivoluzionaria
che è alla base di un nuovo prodotto: VISION3 500T è il primo negativo modellato
per un connubio perfetto tra il mondo tradizionale della ripresa e
quello digitale della post-produzione.
Durante questi primi mesi di disponibilità la richiesta di VISION3 dei professionisti
del cinema e televisione è stata superiore ad ogni aspettativa. Sono in
shooting col nuovo prodotto, ad esempio, Vittorio Storaro AIC ASC per “L’imbroglio”
di Alfonso Arau, Tani Canevari AIC per “Italians” di Giovanni Veronesi
e Vladan Radovic per “La notte” di Francesco Munzi.
Nell’area fiction, la VISION3 è stata sinora selezionata da Paolo Carnera AIC
per la serie prodotta da Sky “Romanzo Criminale” diretta da Stefano Sollima,
nonché da Stefano Falivene per “Anna e i cinque” diretta da Monica Vullo.
E siamo solo all’inizio...
Buona lettura! Carlo Giardini
Digital Intermediate: Detto confidenzialmente «DiAi». Acquisizione abbastanza recente. Pochi sanno
esattamente come funziona, ma in sostanza si prende il montato, lo si converte in materiale digitale, si
pasticcia un sacco, e poi lo si fa tornare pellicola: quella che poi gira nel proiettore. In teoria è una figata pazzesca perché, nell’allegro intermezzo digitale, tu puoi mettere le mani dove vuoi e fare il lifting al tuo film. In pratica, la sensazione è molto simile a quando ti regalano un culatello e tu lo metti in freezer: hanno un bel giurarti che poi quando lo scongeli sarà uguale, ma il dubbio che stai facendo una boiata pazzesca non te lo toglie nessuno.
(Alessandro Baricco, regista di “Lezione 21” da “La Repubblica” del 10 Febbraio 2008).
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